domenica 18 gennaio 2009

Mattia Naliato

Mattia Naliato: "Non sono rimaste tracce dei miei disegni prima del ‘98\’99. Ho recuperato, però, qualche quaderno di prima e seconda elementare. In tale contesto i disegni non sono pienamente liberi, anche se questo ci permette di vedere come un bambino svicola dall’imposizione per esprimere ciò che vuole. A riguardo mi ha colpito il disegno della casa. La consegna era: “Disegna un pesce dentro il fiume e una rana fuori”. La parte dettata dal compito è stata eseguita come una nota a piè di pagina, per poi continuare a riempire tutto il resto del foglio con ciò che volevo.


La casa (1992- età 7 anni )


Il ritratto qui sotto è stato eseguito in prima elementare. Si doveva scegliere un compagno di classe e disegnarlo. Trovo abbastanza inquietante la scelta fatta e la sua esecuzione. Per fortuna non ho i mezzi per darne un’interpretazione, mi preoccupa un po’ pensare a cosa potrebbe saltar fuori.


Ruggero (1991- età 6 anni )


In realtà non me lo ricordavo, ho potuto però notare come già a quell’età utilizzassi il fumetto. Nei disegni che seguono, senza che mi fosse stato detto, ho inserito piccoli balloons qua e là. Penso che in parte fosse dovuto per chiarire i segni indecifrabili che tracciavo sulle pagine e in parte per aver sempre avuto per casa i fumetti di mio padre, allora non li leggevo ancora ma li sfogliavo di frequente (un’immagine che associo alla mia infanzia sono proprio i puntini rossi della pelle nei fumetti de L’Uomo Ragno).

Presepe (1991 circa)

Strega (1992)

Gara pesci (1992)


Leggenda pioggia (1992)


Questo penso possa considerarsi il mio primo fumetto. Dovevo illustrare i momenti salienti di una favola. Ne è risultato un vero e proprio fumetto.


Primo fumetto (1992)

Ambito scolastico a parte, ricordo chiaramente che iniziai a disegnare con un certo impegno quando iniziarono a trasmettere i cartoni degli X-Men (credo fosse il ’94). Da lì il passo alla lettura dei fumetti fu breve. I cartoni animati restavano in ogni caso un punto fisso.
Tra la fine delle elementari e l’inizio delle medie inizia a disegnare i miei primi fumetti. Solitamente iniziati e mai finiti. Tra questi la terza serie di Ken il Guerriero (!) e la creazione di un nuovo super eroe che acquisiva poteri dal contatto con Wolverine.
Mi buttai anche sulla parodia con “Dragon Balle”. Si, dovrei vergognarmi…ma non ci riesco.



Dragon Balle (1998- età 13 anni)

Molti dei fumetti che seguirono ritraevano dei miei amici, magari mescolati ad elementi tratti da anime o fumetti.
Il fumetto più lungo che riuscii a completare fu “Il Segreto Sentou” (ben 60 pagine!!!). Una storia ambientata nello stesso mondo di Dragon Ball e che, in modo non esplicito, faceva capire che ne era un proseguo che si svolgeva molti anni dopo.

Il segreto sentou (1998\99)


In questa storia tra i personaggi c’era un cane di nome Billo, che non è altri che il mio vero cane. Attualmente, senza che fosse stato programmato, è ricomparso nella mia strip “Bambini”.


2008- originale di Bambini #37


Anche se non lo faccio professionalmente posso dire che faccio fumetti da sempre, senza aver mai smesso. Questo mi ha portato ad inserire, in maniera mascherata e inconscia, elementi della mia vita e soprattutto ciò che vorrei leggere.
In questa scena appare ancora Billo.


tratto dalla 24 Hic del 2007


E qua un altro fumetto a cui ho potuto dare molti significati solo dopo averlo ultimato.

Coop 2008


Vedere questi miei disegni ha ulteriormente attizzato una riflessione che ormai sto portando avanti da un po’ e che, spero, riuscirò a concretizzare, almeno marginalmente, con i miei studi di psicologia. Se un bambino poco dotato come me, in maniera del tutto spontanea, tentava già in prima elementare di utilizzare il fumetto, non è che sotto sotto, questo mezzo, abbia potenzialità più forti di quel che gli vengono attribuite? Tutti noi impariamo a scrivere, ma non tutti diventano scrittori. Da programma scolastico abbiamo avuto, o abbiamo, ore di educazione artistica ma non tutti diventano pittori. Ecco, secondo me lo stesso ragionamento dovrebbe essere applicato al fumetto. Anche nella scuola si dovrebbe sensibilizzare maggiormente all’utilizzo del fumetto come espressione personale.

4 commenti:

matitaDaC ha detto...

Tanto per cominciare, per un semplice gioco di messa a fuoco, ero convinta di leggere un post di/su "Manlio Mattaliano"...
(http://ilmattapensiero.blogspot.com/). E invece cambiando l'ordine dei fattori...:-D
Comunque: sì, Mattia, la penso anch'io come te ma sarebbe, diciamo, troppo bello.
Anzi, penso che nell'insegnare la "Divina Commedia" o le "parabole" o comunque la "forza" della parola scritta, dovrebbero lasciare anche liberi o "educare" ad attivare la fantasia dell'illustrazione. Anche l'avvento della televisione, "strumento freddo" come diceva Marshall McLuhan, questa capacità di immaginare ,autonomamente e a priori, ha subito un forte condizionamento.

sTUDIOpAZZIA ha detto...

ah!
i casi della vita.
Guarda, son convinto che non siamo gli unici a pensarla così. Spero di riuscire ad approfondire seriamente l'argomento, secondo me potrebbe esser un forte stimolo.

sTUDIOpAZZIA ha detto...

(edit. al messaggio precedente)
se non si fosse capito sono sempre Mattia

Riccardo80 ha detto...

Ma dai che bella la carrellata dei disegni da bambino sino ad ora... come ti ho detto anche nel mio blog il tuo gran talento allora è stata la passione e la costanza che hai messo nel continuare a disegnare. E i risultati si vedono.

L'educazione artistica a scuola è sbagliata in questo, non insegnano per nulla scrittura creativa e neanche le tecniche base per imparare a disegnare... in genere fino all'artistico (per chi ci è andato) chiunque lo fa senza alcuna guida (a meno che non abbia qualche parente).